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BATTESIMO

Il battesimo, porta dei sacramenti, necessario di fatto o almeno nel desiderio per la salvezza, mediante il quale gli uomini vengono liberati dai peccati, sono rigenerati come figli di Dio e, configurati a Cristo con un carattere indelebile, vengono incorporati alla Chiesa, è validamente conferito soltanto mediante il lavacro di acqua vera e con la forma verbale stabilita. È capace di ricevere il battesimo ogni uomo e solo l’uomo non ancora battezzato. Affinché un adulto possa essere battezzato, è necessario che abbia manifestato la volontà di ricevere il battesimo, sia sufficientemente istruito nelle verità della fede e sui doveri cristiani e sia provato nella vita cristiana per mezzo del catecumenato; sia anche esortato a pentirsi dei propri peccati. L’adulto, che si trova in pericolo di morte, può essere battezzato qualora, avendo una qualche conoscenza delle verità principali della fede, in qualunque modo abbia manifestato l’intenzione di ricevere il battesimo e prometta che osserverà i comandamenti della religione cristiana. L’adulto che viene battezzato, se non vi si oppone una grave ragione, subito dopo il battesimo riceva la confermazione e partecipi alla celebrazione eucaristica, ricevendo anche la comunione.

I genitori sono tenuti all’obbligo di provvedere che i bambini siano battezzati entro le prime settimane; al più presto dopo la nascita, anzi anche prima di essa, si rechino dal parroco per chiedere il sacramento per il figlio e vi si preparino debitamente. Se il bambino è in pericolo di morte, lo si battezzi senza alcun indugio. Per battezzare lecitamente un bambino si esige: che i genitori o almeno uno di essi o chi tiene legittimamente il loro posto, vi consentano; che vi sia la fondata speranza che sarà educato nella religione cattolica; se tale speranza manca del tutto, il battesimo venga differito, secondo le disposizioni del diritto particolare, dandone ragione ai genitori.

Da noi, per l’estrema mobilità dei genitori e il prevalere di famiglie mononucleari che, per questo, non possono contare, perché lontane dai paesi di origine, su parentado di supporto, è estremamente difficile fare incontri di catechesi espressamente finalizzati alla riscoperta del significato del sacramento. Numerosi tentativi negli anni, con operatori differenti e con strutturazione molto varia, ci hanno convinto che dopo un colloquio introduttivo con il parroco che spesso prende il carattere di prima accoglienza, per molte famiglie giovani venute ultimamente nel territorio, si invitano le coppie di genitori a partecipare al momento più saliente, caratterizzante la Comunità di fede e cioè l’Eucarestia domenicale. Ci si dà in tal modo di farli praticamente riprendere contatto, a volte dopo anni di latitanza, con una realtà sacramentale quale la Riconciliazione e la Comunione. Tutto ciò fa sentire il sacramento come un vero momento ecclesiale e fa sentire la Comunità eucaristica protagonista, soprattutto nel momento dell’accoglienza e delle consegne finali. La facilità, con cui i genitori riescono ad organizzarsi, per la partecipazione alla S. Messa, è la migliore esortazione a partecipare ancora e a non ritenere l’evento impossibile, per chi ha bambini piccoli e difficile organizzazione familiare. Riteniamo che, oltre la prima conversazione che verte sui riti, la figura dei padrini e i requisiti loro, l’importanza dell’esperienza loro personale di fede, per la futura educazione del figlio/a, la partecipazione viva a queste celebrazioni di un rito in tre tappe, sia la migliore esperienza fin qui fatta, negli ultimi vent’anni, per un contatto ripetuto e più reale con la Comunità, piuttosto che col solo operatore di una catechesi scolastica.

Al battezzando, per quanto è possibile, venga dato un padrino, il cui compito è assistere il battezzando adulto nell’iniziazione cristiana, e presentare al battesimo con i genitori il battezzando bambino e parimenti cooperare affinché il battezzando conduca una vita cristiana conforme al battesimo e adempia fedelmente gli obblighi ad esso inerenti. Si ammettano un solo padrino o una madrina soltanto, oppure un padrino e una madrina. Per essere ammesso all’incarico di padrino, è necessario che:
- sia designato dallo stesso battezzando o dai suoi genitori o da chi ne fa le veci oppure, mancando questi, dal parroco o dal ministro e abbia l’attitudine e l’intenzione di esercitare questo incarico;
- abbia compiuto i sedici anni, a meno che dal Vescovo diocesano non sia stata stabilita un’altra età, oppure al parroco o al ministro non sembri opportuno, per giusta causa, ammettere l’eccezione;
- sia cattolico, abbia già ricevuto la confermazione, il santissimo sacramento dell’Eucaristia e conduca una vita conforme alla fede e all’incarico che assume;
- non sia irretito da alcuna pena canonica legittimamente inflitta o dichiarata;
- non sia il padre o la madre del battezzando.

Da noi, il ruolo del padrino e madrina acquista una funzione tanto più importante quanto più recedono i genitori dal loro dovere cristiano di testimonianza e di professione della fede anche in comportamenti conformi. Il padrino e la madrina vengono a riprendere il ruolo che avevano, nel momento in cui furono istituiti, come garanti davanti alla chiesa tutta che il seme della fede del battesimo verrà coltivato, se i genitori, per qualunque motivo, non potessero o volessero, personalmente da loro con le parole e l’esempio di vita cristiana e di pratica religiosa. Siccome i requisiti richiesti ai padrini non sempre si verificano, in via prudenziale, si suggerisce di parlarne prima con il parroco e poi con il candidato padrino o candidata madrino, perché non capiti di dover deludere per aver opposto un rifiuto… sul quale non si potranno “applicare sconti”. Il discernimento spetta alla Chiesa, perché si tratta di un vero mandato ministeriale, canonico.