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"OGGI I GIOVANI SONO FATTI COSÌ"

- quante volte diciamo o sentiamo dire questo, con aria rassegnata, di fronte a comportamenti e atteggiamenti di indifferenza ostentata, di aggressività che sfocia nella violenza contro cose e persone, di fronte ad un linguaggio volutamente ed inutilmente sfrontato e osceno, di fronte ad una spaventosa auto-distruttività. Dovremmo domandare ogni volta: "sono proprio tutti i giovani?". Diffidiamo sempre dei luoghi comuni che distorcono la percezione della realtà!

Ad esempio, se devo stare alla mia esperienza diretta, serale e notturna, "i giovani fatti così" sono una trentina a Passo Corese, ad essi si uniscono sulla piazza gruppi che non conosco e che mi dicono provenienti dai paesi intorno o addirittura da Fidene. Certo molti di meno sono stati i ragazzi della Giornata Mondiale della Gioventù che hanno partecipato, qualche giorno fa, con centinaia di migliaia di altri ragazzi provenienti da tutto il mondo a Madrid. Molti altri insieme con loro avrebbero voluto, ma era anche una questione di spesa. Hanno affrontato duri sacrifici e rinunce, hanno faticato sotto il sole e sotto l'acqua, con una gioia e una serenità impressionanti, con una forza d'animo costruttiva di solidarietà, in unità di preghiera e d'intenti; responsabili, ordinati, composti, raccolti. I linguaggi usati in tutte le lingue parlavano col corpo, con la voce, con la musica solo di un mondo di pace, un mondo quale quello che hanno già cominciato a mettere in cantiere, costruendolo in se stessi e tra loro con relazioni intense, positive e gratuite.

Ritorniamo alla questione: "Chi sono i giovani?" Tutti come quella folla sconfinata delle piazze e delle chiese di Madrid? Certo che no, ma quelli ci propongono un'alternativa che alcuni dei nostri hanno vissuta e goduta. Un'alternativa che ci sveglia dalla rassegnazione di fronte al luogo comune negativo: "sono fatti così". È questa alternativa toccata con mano che forse continua ad alimentare la speranza. Abbiamo accennato a due estremi impressionanti, ma di mezzo c'è la grande maggioranza di ragazzi che stanno a guardare ai due progetti, ancora ai margini, ancora indecisi, che forse non si decideranno mai e vivranno di compromessi e rimpianti. Intanto, al termine di questa estiva rappresentazione dei due progetti, riprende il cantiere educativo e dipende solo da noi se vorremo lavorare quest'anno alla sfiducia e alla distinzione o all'alternativa ben diversa di uomini e cristiani decisi, gioiosi, testimoni autentici di un mondo diverso e migliore, probabili "sentinelle del mattino" del mondo che viene!

Don


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